Quiete, volontà e fede.

Quiete, volontà e fede.
Capitolo Trentesimo 

Io sono Iddio, che ha creato tutte le cose per gli uomini, perché fosse tutto a loro servizio e profitto. Ma l’uomo abusa a suo danno di tutte le cose create per lui.”
L’uomo sfrutta eccessivamente e in modo errato del dono che Dio ci ha dato distruggendo la terra.
“Inoltre non si cura di Dio e lo ama meno delle creature.”
Non si può amare meno Dio e più gli animali…
“I giudei mi inflissero tre specie di supplizi nella mia Passione.”
“Il primo fu il legno, al quale fui affisso, flagellato e coronato. Il secondo fu il ferro, col quale mi inchiodarono mani e piedi. Il terzo, il fiele che mi dettero a bere. Mi bestemmiavano poi come fossi un pazzo, per la morte da me volontariamente scelta e dicevano falsa la mia dottrina. Costoro si sono ora moltiplicati nel mondo e son pochi quelli che mi consolano.”
Gesù accusa gli Ebrei oltre che averlo crocefisso sulla croce, lo bestemmiano e lo passarono e passano per un pazzo, oltretutto per sminuirne d’importanza e svalorizzarlo denunciarono che Gesù invento una falsa dottrina quando dagli stessi vangeli si legge bene che Gesù venne per completare l’opera del Padre Suo. Ancora oggi perseguono gli stessi ideali dei loro predecessori. Però dice che ce ne sono alcuni che lo consolano tra il suo popolo.

Mi mettono in croce infatti con la volontà di peccato, mi flagellano con l’impazienza, perché non sanno sopportare per me una parola. E mi coronano con le spine della loro superbia, per cui vogliono essere più in alto di me. Mi feriscono col ferro mani e piedi, gloriandosi del peccato e si ostinano a non temermi. Per fiele mi danno tormenti. Per la Passione, alla quale andai giubilando, mi chiamano bugiardo e falso. In verità, se volessi io potrei sommergere loro e tutto il mondo, a causa dei peccati. Ma, se li sommergessi, coloro che restano mi servirebbero nel timore; e questo non sarebbe giusto, perché l’uomo deve servirmi per amore. “
Gesù dimostra ancora di essere un Dio buono e paziente e pieno di amore verso il suo popolo, vuole che essi nella libertà dei loro pensieri lo amino coscientemente non per timore ma per amore.
“”Se poi venissi personalmente e mi rendessi visibile tra loro, sopporterebbero gli occhi loro di vedermi e gli orecchi di udirmi? Come può infatti l’uomo mortale vedere l’immortale? In verità, sarei disposto a morire ancora liberamente per amore dell’uomo, se fosse possibile.””
Gesù dice anche se si rendesse visibile lo ascolterebbero? NO! Ma Lui Re del Universo, dice sarei disposto a farmi uccidere un altra volta pur di tentare di convertirli ancora, da quanto Egli li ama.
Allora apparve la beata Vergine Maria, alla quale il Figlio disse: Che vuoi tu, Madre mia, mia eletta? E lei: Abbi pietà, o Figlio mio, delle tue creature, per la tua gloria.
Ed Egli rispose: Per te, farò ancora una volta misericordia.”
Da tutto, questo racconto si comprende come in quel momento Gesù comunica a Santa Brigida di Svezia in un momento in cui probabilmente il Signore era deciso di porre mano in quel momento alla sua potenza per metter fine a tutto, ma l’intervento ancora della Sua Santa madre lo ferma, per cui gli Ebrei dovrebbero ringraziare la madre santa, per questo.
 

“”Poi lo Sposo parlava alla Sposa dicendo: Io sono Dio e il Signore degli Angeli. Io sono il Signore della morte e della vita. Io stesso voglio abitare nel tuo cuore. Ecco fin dove ti amo. I cieli e la terra e tutte le cose in essi contenute non possono contenermi; eppure voglio abitare nel cuore tuo, ch’è solo un pezzo di carne. “”

Qui Gesù dice e tenta di far capire a noi, quanto egli sia immenso, in senso astronomico, ma al tempo stesso quanto esso posso essere “piccolo” per rifugiarsi in un cuore umano, ecco perché ho scritto che il piccolo contiene l’immenso!
Che dunque potrai temere allora e di che aver bisogno, se avrai in te Dio potentissimo, nel quale è ogni bene?
Nel cuore perciò, mio tabernacolo, devono esserci tre cose: un letto, ove riposiamo; una sede, ove sediamo; una luce, da cui siamo illuminati.
Vi sia dunque nel tuo cuore il letto per riposare, cioè la quiete, perché tu riposi dai cattivi pensieri e dai desideri del mondo e sempre consideri il gaudio eterno.
La sede dev’essere la volontà di restare sempre con me, anche quando ti accadrà d’uscire.
È contro natura infatti restar sempre fermi.
E sempre sta fermo colui che ha sempre la volontà di stare col mondo e mai di stare con me.
La luce, ossia il lume, dev’essere la fede, con la quale tu creda che tutto io posso e che sono onnipotente sopra ogni cosa.”
Riflettere queste frasi….
il cuore dell’uomo come dice nei vangeli è la fonte del male per nascono le passioni disordinate, ma se questo cuore si ammaestra può divenire il tabernacolo di Dio.
E dice che ha bisogno di quiete, cioè un cuore buono, calmo, sereno, paziente, ma anche un cuore combattivo, per tener lontani i pensieri impuri e i miraggi dell’uomo.
Uscire significa andare in cerca di chi ha bisogno di essere amato con e per la parola del Signore.
Per esempio colore che stanno tanto tempo in rete sono persone che vogliono rimanere con il mondo e poco con il Signore, che non vogliono trovare lo spazio e il tempo per trovarsi con il Signore o con gli amici.
Poi ci vuole come dice la fede certa…
Quindi letto=quiete, sede=volontà, luce=fede.
Annunci

Siamo tutti un po superbi!

Siamo tutti un pò superbi!


Chi non si riconosce di esserlo significa che lo è più degli altri, anche se lo cela e lo nasconde. Ma anche il mite nella suo essere può talvolte insuperbire, e deve far attenzione a non scivolare peggio. S’insuperbiscono i sapienti che pensano di essere arrivati al capolinea della loro insipienza umana. S’insuperbiscono i dottori della legge che non capisco la lezione di un’angelo che li invitava fermarsi. Ogni uomo tende alla superbia, per conquistare le vette del potere umano, ogni uomo che si mostra tende a far della parola rivelata la sua moneta di scambio, nasconditi affinche solo Dio sa chi sei, e non l’uomo che deve solo conoscere quel che il Signore gli rivela. Non usare la parola rivelata per far moneta ed arrichirti, vivi come Nostro Signore è vissuto, altrimenti non avrei di che gioire quando ti presenterai al Suo cospetto, perchè avrai consumato tutto il tuo tesoro che avresti dovuto avere nei cieli. Vivi di cose semplici e dona tutto il prossimo come la Vergine tenne poche cose per se il minimo fa anche tu, ancor di più dovrebbero fare i suoi servi e profeti.


Capitolo Ventinovesimo 

La Madre di Dio diceva alla Sposa del Figlio: Vi sono due signore. Una, che non ha un nome particolare perché indegna d’averne. E l’altra che è l’Umiltà e si chiama Maria. Sulla prima signoreggia lo stesso diavolo, che la domina. Ad essa diceva un suo soldato: O mia signora, son pronto a far tutto, purché giaccia con te una volta. Io sono difatti forte per energie, di cuore generoso, non temo nulla e son pronto anche a morire per te. Ella gli rispose: O mio servo, è grande la carità tua per me. Ma io seggo in alto e non ho che quel solo seggio e ci sono tre porte. La prima è così stretta che qualunque cosa abbia un uomo in corpo, se passa per quella porta tutto si spezza e dissolve. La seconda è così aguzza, che punge fino ai nervi. La terza porta è così infuocata che chiunque vi entra non ha requie dal caldo e si scioglie come bronzo. Ma io sto assai in alto e chi vuole stare con me, poiché dispongo d’una sola sede, precipiterà sotto di me nel grandissimo abisso. Egli rispose: Io darò la mia vita per te, perché a me il cadere non fa nulla. 


Questa signora è la Superbia: chi vuole raggiungerla deve quasi passare per tre porte.

Per la prima porta passa chi dà tutto per la lode umana e per l’orgoglio. 
E, se nulla ha, adopera tutta la sua volontà per cercare come essere lodato ed esaltato. 

Quindi non cercate la lode per le cose che fate o per quello che il Signore vi ha dato, rimanete piccoli e modesti che così piace al Signore e allora avrete ancora di più, e ancora di più dovrete umiliarvi. Scrivere in rete è un dramma perchè alle volte la tenzione di mostrarsi è forte, ma bisogna far resistenza.


Per la seconda porta passa colui che in ogni suo lavoro ed in ogni azione impiega tempo, pensieri e tutte le sue energie allo scopo della vanità. E se dovesse anche sacrificare la sua carne per ottenerne onore e ricchezze, volentieri lo farebbe. 

La superbia in chi si accarezza sempre i capelli atto di vanità, in chi si guarda lungamente allo specchio e si ammira, in chi critica il prossimo e ne vede solo i difetti come atto di confronto con se stesso/a. il desiderare gli altrui avere, per sentirsi meglio con se stesso. 



Per la terza porta passa chi non s’acqueta mai e mai tace e tutto arde come fuoco purché giunga ad avere qualche onore e gloria mondana. Ma ottenuto lo scopo, non può a lungo rimanere appagato e cade miserabilmente. 

L’ottenimento di glorie umane…di onori e stime, di ottenere cattedre e titoli.


E tuttavia la superbia rimane al mondo. 


Io invece – dice Maria – che sono umilissima, siedo in luogo spazioso e su di me non c’è né sole, né luna, né stelle e neppur nuvole, ma soltanto una meravigliosa e ineffabile serenità, che procede dalla sublime bellezza della divina Maestà. 

Sopra Maria non c’è nulla di quello che è nell’universo, ma solo proviene a Lei la Maestà di Dio.

Sotto di me neppure c’è terra o pietre, ma una pace inestimabile per la potenza di Dio. Al mio fianco non c’è muro o parete alcuna, ma il glorioso esercito degli Angeli e delle anime Sante. E sebbene io stia tanto in alto, pur tuttavia odo gli amici miei della terra, che ogni giorno piangono e gemono verso di Me. Vedo le loro fatiche e il loro profitto, maggiore che in quelli che combattono per la superbia, loro signora. 

Perciò io li visiterò e li porrò con me, nella mia sede, che è ben larga e può contenere tutti. Ma non hanno ancora potuto raggiungermi, perché due muri li separano ancora da me, attraverso i quali li farò passare per condurli alla mia sede. 

Il primo muro è il mondo, che è stretto: perciò i miei servi saranno nel mondo consolati per mio mezzo. 

Il secondo muro è la morte: perciò io che sono loro carissima signora e madre, andrò loro incontro e li aiuterò nella morte, affinché abbiano consolazione e refrigerio nella stessa morte e li collocherò con me nella sede del celeste gaudio, perché riposino eternamente in seno all’eterna carità e gloria. 

Meditare e riflettere è opera di uno spirito Buono.

Meditate e riflettete bene durante la preghiere quanto qui scritto..

Questo capitolo ve lo lascio senza spiegazione perchè ritengo che ognuno, debba capir da se e per se e che il Signore in modo diverso illumini le vostre menti per farvi capire sencondo le vostre sensibilità e capacità cosa queste parole vogliano dire per voi

Capitolo Ventiduesimo 

La Madre diceva così alla Sposa del Figlio: Tu sei la sposa del Figlio mio. Dimmi che cosa hai in cuore e che cosa vuoi? La sposa le rispose: Tu lo sai bene, Signora, perché sai tutto. Allora la beata Vergine disse: Sebbene io sappia tutto, tuttavia dimmelo con le tue parole, davanti a tutti. 

E la sposa: Due cose – disse – temo, o Signora. La prima sono i peccati, che non piango e temo come vorrei. La seconda è che mi rattristo che i nemici del Figlio tuo siano molti. 

Allora la Vergine Maria disse: Per la prima cosa ti do tre rimedi. Il primo è questo: pensa che tutti i viventi, che hanno uno spirito, come le rane e tutti gli altri animali, a volte soffrono dei disagi; il loro spirito però non vive in eterno, ma muore con il corpo. La tua anima invece, e quella di ogni uomo, vive in eterno. Il secondo è questo: Pensa alla misericordia di Dio, che nessun uomo è tanto peccatore che il suo peccato non sia perdonato, se lo chiederà col proposito di emendarsi e con contrizione. Il terzo è questo: pensa quanta sia la gloria dell’anima, che in Dio e con Dio vive senza fine. 

Per la seconda cosa, che cioè i nemici di Dio sono molti, ti do pure tre rimedi. Il primo è questo: considera come il tuo Dio e Creatore è anche il loro Giudice e mai saranno essi i giudici, sebbene Egli sopporti con tanta pazienza la loro malizia durante questa vita. Il secondo è questo: considera che son figli della dannazione e quanto grave e terribile sarà per loro il fuoco eterno. Essi sono i servi pessimi, privati dell’eredità, mentre i figli la riceveranno. Ma allora – dirai tu – non bisogna predicar loro? Sì, certo. Pensa che spesso con i cattivi ci sono i buoni. E i figli di adozione, a volte, si allontanano dal bene, come fece quel figliol prodigo, il quale se ne andò in una regione lontana e visse malamente. Ma essi, pentiti per mezzo della predicazione, ritornano al Padre e saranno tanto più accetti quanto più peccarono. A loro dunque bisogna predicare di più, perché, sebbene il Predicatore vede tutti cattivi, rifletta tuttavia se non vi siano forse, fra quelli, dei tutti figli del mio Signore; predicherà dunque a loro. 

Questo Predicatore avrà un’ottima ricompensa. Il terzo rimedio è questo: considera che i cattivi son tollerati in vita per la prova dei buoni, affinché esasperati dai loro costumi raccolgano il frutto della pazienza, cosa che potrai capire con un esempio. Una rosa è tutta profumata, bella a vedersi, lieve al tatto e tuttavia non cresce se non fra le spine, che pungono al tatto, brutte a vedersi e senza profumo. Così pure i buoni e gli uomini giusti, sebbene miti per la pazienza, belli per i costumi, profumati per il buon esempio, non possono tuttavia progredire ed essere provati, se non in mezzo ai cattivi. Talvolta accade che la spina difende la rosa, affinché non sia colta innanzi tempo; così i cattivi sono occasione per i buoni di non cadere in peccato; a volte sono trattenuti dalla malizia dei cattivi perché non siano guastati dall’euforia o da altri peccati. Così pure il vino non si conserva mai buono della sua bontà, se non nella feccia; allo stesso modo i buoni e i giusti non possono restar virtuosi e far profitto, se non sono provati dalle tribolazioni e dalle persecuzioni dei cattivi. 

Perciò tu sopporta volentieri i nemici del Figlio mio e pensa che Egli è il loro Giudice e che, se fosse per giustizia, dovrebbero essere distrutti tutti e ben potrebbe distruggerli all’istante. Dunque, sopportali finché Egli pure li sopporta. 

Parole della Vergine alla Figlia, circa due signore, delle quali una si chiama Superbia e l’altra Umiltà. Con essa è indicata la Vergine che in punto di morte viene in aiuto ai suoi devoti. 

Gli animali hanno uno spirito.

Dalle rivelazioni di Santa Brigida di Svezia …

Gli animali hanno uno spirito. 

” Vergine Maria disse: … tutti i viventi, che hanno uno spirito, come le rane e tutti gli altri animali, a volte soffrono dei disagi; il loro spirito però non vive in eterno, ma muore con il corpo. La tua anima invece, e quella di ogni uomo, vive in eterno.” 

Gli animali hanno uno spirito, ma il loro spirito non è eterno, muore con il corpo, molto chiaro!!

Mentre la chiesa sempre sostenne che gli animali non avevano uno spirito, ecco altro errore che la chiesa ha fatto, credendo che solo l’uomo aveva uno spirito, infatti io dissi, precdentemente che gli animali erano sorretti da uno spirito che li governava,  altimenti non sarebbero stati vivi, come noi se ci manca l’anima siamo corpi morti, perchè è l’anima che sorregge il corpo e non il contrario, così gli animali hanno uno spirito. solo che la differenza tra lo spirito dell’Uomo e quello dell’animale è che il nostro è eterno. 

Questo ci fa capire un altra cosa, molto importante che il Signore nella sua infinita saggezza, ha visto che l’uomo avrebbe ucciso degli animali, per cui per impedire che l’uomo potesse commettere peccato contro di questi, ha fatto in modo che gli spiriti di questi non fossero eterni, per cui come dice la Vergine in Santa Brigida, i loro spiriti muoiono con i loro corpi, anche se questi in vita soffrono o hanno sentimenti, questo fa capire che esistono anche sipriti non eterni, per cui i peccati non si fanno verso gli animali, anche se come creature fragili e miti, non devono essere uccise senza motivo e senza senso o senza una buona ragione perchè anch’essi rientrando nel piano di Dio per la nostra sopravvivenza o il nostro diletto, devo essere rispettati perchè creature create da Lui. 

Il peccato quindi si fa solo verso coloro che dispongono di spiriti eterni tra cui anche l’uomo. 

Se gli animali avessero avuto uno spirito eterno, a quest’ora avremo commesso uno sterminio di peccati. Però questo non ci induca a divenire delle bestie, perchè gli animali che non posseggono di spiriti eterni, solo da trattare bene e da voler bene perchè comunque sia, hanno uno spirito che è sempre parte della volontà di Dio. 


APPARIRA COME UN SANTO!

Una super sintesi:
UN SANTO SIMILE AD UN SANTO.
COSì SANTO CHE APPARIRA’ COME STELLA DI PRIMA GRANDEZZA CHE BRILLERA’ DI LUCE PROPRIA, CHE GRAZIE ALLA SUA INTELLIGENZA E ASTUZIA PORTERA’ IL MONDO VERSO UNA PACE TRANQUILLA, UN PACIFICATORE, UN UNIFICATORE, NORMALIZZATORE, CHE RENDE EQUO CIO CHE EQUO NON E’
ESSO FARA MIRACOLI ISTANTANEI SARA’ VISTO DAL MONDO COME UOMO MOLTO PERSPICACE, UMILE E GENEROSO, DI GRANDE UMANITA’ 
LE FOLLE LO ADORERANNO E LO PORRANNO IN ALTO TRA I POTENTI DEL MONDO.
VERRA’ POSTO E VISTO COME UN IDOLO, TUTTI LO PROTEGGERANNO SENZA SAPERE LA SUA VERA MISSIONE.
FARA’ COSI’ GRAMDI MIRACOLI E PRODIGI CHE SCENDERA’ IL FUOCO DAL CIELO.
MA PROPRIO SUL PIU BELLO PRESO DALLA SMANIE E DAL POTERE DEL MONDO, DAL TITOLO CHE ESSO GLI DARA’ AVVERRA’ L’IRRIPARABILE , SI TRAMUTERA’ IN CHI E’ DESTINATO ESSERE. CAMBIERA’ IL SUO VOLTO, ED EMERGERA’ IL SUO VERO SPIRITO.
L’ANTICRISTO




Come Giuda che credeva che Gesù fosse veramente il figlio di Dio, lo credeva più degli altri, per questa ragione si mutò per sfidare e spronare la potenza di Cristo per i suoi scopi, così parimenti accadrà .
Un traditore in seno alla Chiesa!

Un figlio che poteva essere santo!
Nessuno lo uccida, perchè Dio ha messo in cuore che tutto questo accada 
per la salvezza del suo popolo e di quanti lo amano e lo seguono!
E così Sia in Nome di Cristo Re degli Eserciti e del Padre Eterno!


Gli idoli umani amati alla follia!!!

La follia dei cristini per gli idoli umani!!
Tutti i cristiani hanno il loro prototipo tra gli uomini, chi ama alla follia BXVI, altri mano alla follia Francesco, altri alla follia GPII, altri alla follia alcuni santi, ecc. I cristiani e non solo loro, pongono sugli altari come idoli Papi, veggenti, dottori della fede, ma anche vip della televisione, attori e attrici, scienziati, uomini politici, star del cinema, donne e uomini fotomodelli, ecc
Vi chiedo ma amate anche Dio alla follia?

Perché sapete cari cristiani se amate anche Dio alla follia!
 Come mai non avete ancora ottenuto la grazia che tanto chiedete!!! 

ANTICRISTO!


L’ANTICRISTO! 

Apocalisse 17,10-11

(10)E i re sono sette: i primi cinque sono caduti; uno è ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e, quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. 
(11)La bestia, che era e non è più, è l’ottavo re e anche uno dei sette, ma va in perdizione
L’ottavo Re e uno dei sette … 

La bestia che era e non è più. 


 Il sesto re è l’ottavo!


 Con i dati alla mano…e conoscendo la storia dei papi  e le loro elezioni, e i vari conclavi cosa ne emerge?

Chi è il Re che non è stato eletto e che ha lasciato il suo posto ad un altro sucessore legittimamente eletto ? 
Qualcun altro ha lasciato perchè il tempo non era ancora maturo!

La scienza vedrà un bagliore di Dio.

4 settembre 2015 ore 16.

Stavo facendo un lavoro molto impegnativo e di precisione, e non pensavo assolutamente a nulla, anche perchè ero troppo concentrato su quel lavoro per dedicarmi ad altro. Poi ad un tratto c’è stato un flash di luce bianchissima nella stanza, che per qualche istante mi ha lasciato come accecato,  è apparsa la Vergine, che si è posta al mio fianco all’orecchio sinistro e ha detto senza nessuna ragione apparente questa frase. 

La Vergine Santissima Immacolata: 
“La scienza umana prima della sua fine, vedrà un bagliore di Dio”

Ovviamente subito ho lasciato il lavoro e ho iniziato a pregare per aver conferma dell’autenticità della frase. Ho atteso pregando, finche ne ebbi risposta positiva. voleva essere un semplice messaggio, per gli uomini di scienza, che questa scienza non avrà vita lunga. E Dio vuole che si salvino anche gli uomini di scienza, perchè non tutti nel loro intimo sono avulsi a Dio.  E Dio darà alla scienza la possibilità di vederlo, come non mi è stato detto, ci saranno coloro che non crederanno come sempre e pochi altri crederanno.